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Spionaggio: le big dell’informatica notificheranno agli utenti le indagini della polizia

Spionaggio: le big dell’informatica notificheranno agli utenti le indagini della polizia

Le big dell’informatica limiteranno lo spionaggio delle autorità attivando un servizio di notifica in caso di indagini della polizia.

Sembra una vera e propria rivolta contro le attività investigative delle autorità nei confronti degli utenti delle grandi aziende statunitensi. Fino ad oggi aziende del calibro di Google, Apple, Yahoo, Microsoft e Facebook permettevano di default eventuali indagini dalle forze di polizia e richieste di condivisione di contenuti privati senza avvisare gli utenti di queste attività.

Da oggi, in seguito allo scandalo del datagate, le richieste di non notificare le attività investigative agli utenti saranno ignorate di default se non accompagnate da richiesta di non procedere con la segnalazione da parte di un giudice.

In seguito al caso Snowden, le corporation si sono ribellate a questa prassi in quanto stanno registrando un significativo calo di utenza a causa della convinzione che qualsiasi servizio ospitato dal suolo americano sia coinvolto nelle politiche di spionaggio della NSA dell’FBI.

NSA spionaggio

Arriva puntuale la replica del Dipartimento della Giustizia secondo cui la nuova procedura di accesso ai dati privati metterebbe a rischio i processi in corso, permettendo la distruzione di eventuali prove. Bisogna comunque ricordare che nel mondo reale lo stesso tipo di attività investigativa vede necessaria la segnalazione ai sospettati, quindi, le aziende fornitrici di servizi informatici nel territorio americano non stanno facendo altro che riportare alla normalità questo tipo di pratica.

Il problema della privacy è ormai palese e i confini tra informazioni private e pubbliche è diventato sempre più labile con l’avvento dei social network. Resta comunque il fatto che il caso Snowden ha mostrato al mondo intero l’abuso da parte delle autorità USA riguardo la richiesta di condivisione di contenuti privati per attività investigative.

UAC Trend 2013-2014: quali sono le testate giornalistiche più seguite sui social?

UAC Trend 2013-2014: quali sono le testate giornalistiche più seguite sui social?

Fonte Human Highway News.

In Human Highway osserviamo con continuità da due anni e mezzo il fenomeno della diffusione spontanea sui Social Network degli articoli delle principali testate editoriali online in Italia. Le testate al momento sotto osservazione sono 45 e pubblicano online una media di 2.300 articoli per giorno (di più nei giorni feriali, meno nei weekend). Il sistema di rilevazione del fenomeno,UAC meter, individua gli articoli pubblicati sui siti delle testate e ne misura la popolarità sociale in termini di numero like, share, tweet/retweet, plus prodotti dai lettori su Facebook, Twitter e Google Plus.

Numero di condivisioni per giorno degli articoli individuati sulle testate sotto osservazione

Numero di condivisioni per giorno degli articoli individuati sulle testate sotto osservazione

I dati acquisiti a partire da novembre 2011 consentono di descrivere la dinamica della condivisione sociale delle notizie sul lungo periodo di quasi 30 mesi. Dall’osservazione dei trend in atto possiamo individuare le seguenti evidenze:

  • L’aumento costante dei volumi: nel mese di febbraio 2014 sono state prodotte oltre mezzo milioni di condivisioni di articoli nel giorno medio, in crescita dell’80% rispetto al medesimo periodo del 2013. Nello stesso periodo gli utenti italiani dei Social Network sono cresciuti con una dinamica molto più contenuta (intorno al 10%). Dobbiamo quindi concludere che aumenta l’attività dei singoli individui e si diffonde l’abitudine di condividere in modo sempre più frequente gli articoli che si leggono sulle principali testate online;
  • La differenza tra le testate: il ritmo di crescita della condivisione è molto diverso tra le diverse testate. A parte l’aumento clamoroso de Il Mattino (30 volte in un anno), forti accelerazioni hanno riguardato Fanpage (+386%), il Messaggero (+359%), Wired (+354%). Dall’altro versante si nota la sostanziale stabilità de Il Sole 24Ore (+4% anno su anno) e l’unico dato in calo per Il Corriere (-17%).
  • La stabilità delle “quote di mercato” dei tre social network presi in esame, anzi, un leggero ulteriore passo avanti di Facebook nell’assoluto dominio del fenomeno: il 95,1% delle condivisioni di articoli nel mese di febbraio 2014 è prodotto su Facebook (era il 93,4% nel medesimo periodo del 2013) mentre la quota di Twitter passa dal 5,8% di febbraio 2013 al 3,9% di febbraio 2014. Stabile G+ con un punto percentuale di quota.

Totale delle condivisione prodotte su alcune delle maggiori testate (ordinate per numero di condivisioni nel periodo gennaio-febbraio 2014). La percentuale a destra indica ala variazione rilevata nel medesimo periodo del 2014 rispetto al 2013

Totale delle condivisione prodotte su alcune delle maggiori testate (ordinate per numero di condivisioni nel periodo gennaio-febbraio 2014). La percentuale a destra indica ala variazione rilevata nel medesimo periodo del 2014 rispetto al 2013

Si ringrazia per la gentile concessione Human Highway News.

I maggiori social media in Cina

I maggiori social media in Cina

Fonte CompassUnibo Blog.

C’è stato un boom di social media in Cina a seguito dei fenomeni di censura No Facebook, No Twitter e No YouTube avvenuti nella Società cinese. Attraverso la mia esperienza ho realizzato che i social media cinesi sono molto diversi da quelli presenti nelle società occidentali.social network

 

Oltre ad avere un grande numero di utenti che navigano in internet, di base 513 milioni di persone nel mondo, più del doppio dei 245 milioni di utenti negli Stati Uniti, la Cina ha anche l’ambiente più attivo al mondo per i social media. Oltre 300 milioni di persone lo usano, frequentando blog, siti di social-networking per microblogging e anche altri strumenti di comunicazione online.

Questo appetito per tutte le cose sociali ha fatto nascere una vertiginosa serie di aziende, molte con strumenti più avanzati di quelli presenti in Occidente. Per esempio, gli utenti cinesi sono stati in grado di incorporare contenuti multimediali nei social media più di 18 mesi prima che gli utenti di Twitter potessero farlo negli Stati Uniti. I social media hanno cominciato a nascere in Cina nel 1994, con forum e comunità online, e la migrazione a instant messaging nel 1999. Uno strumento tipico è Tencent QQ, popolarmente noto come QQ, che è un servizio software di messaggistica istantanea sviluppato da TencentHoldings Limited. QQ offre anche una varietà di servizi, tra cui giochi sociali online, musica, shopping, microblogging di gruppo e la chat vocale e visibile. Siti di recensioni utente come Dianping sono emersi intorno al 2003. Il blog è decollato nel 2004, seguito un anno dopo da siti di social networking, chat con funzionalità quali Renren (equivalente di Facebook), Sina Weibo (equivalente di Twitter), lanciato nel 2009, offrendo microblogging con il lettore multimediale. È presentato come una campagna di social media marketing efficace che sviluppa un rapporto tra voi e i vostri clienti, coinvolgendoli direttamente nella promozione dei vostri prodotti e servizi.

Bai du

E` il principale motore di ricerca in lingua cinese in grado di ricercare siti web basato su parole chiave, file notizie, conoscenze, immagine e mappe, scaricare musica e video. Secondo il sondaggio nelle statistiche di Alexa, nel dicembre 2007 Bai du è stato la prima compagnia cinese, e ci serve oltre 740 milioni di pagine web, 80 milioni di immagini e 10 milioni di file multimediali.

Renren

E` uno dei più utilizzati social network, equivalente di Facebook, diffuso principalmente in Cina, Giappone, anche in America. Conta 150 milioni di utenti registrati in Cina e quasi 40 milioni di accessi unici al mese.
Renren si rivolge principalmente agli studenti. Sul sito Regen sono disponibili informazioni chiave per creare un proprio profilo collegato efficacemente alle scuole superiori, suole medie e città natale, includendo 3200 Università, 56000 scuole e 85000 aziende in Cina e 1500 Università mondiali in 29 paesi. Sono state istituite reti sociali per ciascuno di questi collegi specifici, scuole e aziende. Oltre a questo, Renren ci permette di inserire informazioni di contatto, hobby personali, musica preferita, film. Renren ha sviluppato anche funzioni per modificare lo sfondo del profilo e inserire una musica.
Sotto l’influenza della politica, questo social media da un lato è diventato uno spazio di vitale importanza per cercare di coinvolgere i consumatori cinesi, dall’altro lato serve come un tipo di strumento invisibile con il potere normativo nella Società cinese.

Sina Weibo

E` uno dei siti più frequentati della Cina. Per iniziare, Sina Weibo è considerato il Twitter della Cina. Si calcola che più del 53% delle persone che hanno accesso a internet in Cina usi Sina Weibo.
“Weibo” è una parola cinese che vuol dire “microblog”, mentre Sina è una compagnia cinese di media online. Sina Weibo ha lasciato il suo nuovo nome di dominio Weibo.com il 7 aprile 2011. Oltre a Sina Weibo, ci sono altri servizi di microblogging di Weibo cinesi, tra cui TencentWeibo, SohuWeibo e NetEaseWeibo. Attraverso il rapporto statistico del 30 marzo 2011, Sina Weibo ha occupato il 56.5% nel mercato del microblogging cinese.social

Adesso Sina Weibo è sviluppato come una piattaforma formale. Gli utenti di Sina Weibo sono celebrità asiatiche, stelle del cinema, cantanti, famosi uomini d’affari e media figure, atleti, studiosi, artisti, organizzazioni, figure religiose, dipartimenti governativi e funzionari di Hong Kong, Cina, Malesia, Taiwan e Macao, così come alcuni individui occidentali famosi e alcune organizzazioni.

La crescita di accesso a internet tramite dispositivo mobile ha aumentato di molto l’uso dei social media da parte delle organizzazioni del settore pubblico. C’erano più di 100 milioni di utenti social nel 2010, e si prevede che il numero crescerà del 30% circa ogni anno. Questo fa parte di un cambiamento più ampio, di una maggiore apertura dei canali di comunicazione in Cina. Oltre a ciò, Weibo è stato usato anche come canale ufficiale da parte dei funzionari del governo negli ultimi anni. Gli utenti del social media cinese sono più attivi di quelli di qualsiasi altro paese, perché gli operatori del mercato economico e commerciale hanno usato le strategie di social-marketing per promuovere l’attività di consumismo.

Shuang Zhou – Studentessa Compass

Si ringrazia per la gentile concessione la CompassUnibo.

Facebook acquista Oculus: primo passo verso la realtà virtuale

Facebook acquista Oculus: primo passo verso la realtà virtuale

Sbaragliata la concorrenza di Apple e Samsung. Facebook acquista Oculus e punta alla realtà virtuale.

Facebook acquista Oculus. Zuckerberg ha così sbaragliato la concorrenza e anticipato Apple e Samsung facendo per primo il passo verso un social network virtuale. Questa operazione apre così la strada verso un altro modo di concepire il modo social che finora era ancorato alla condivisione di messaggi di testo o contenuti multimediali: il futuro è una interattività totale.

Nonostante si stia parlando molto di questa operazione appena conclusa da Facebook, pochi conoscono di cosa stiamo parlando. Mega Blog, poco tempo fa, ha pubblicato un articolo in cui veniva presentato uno dei prodotti Oculus, un oggetto sconosciuto ai più. Ma che cos’è l’Oculus Rift?

L’Oculus Rift non è altro che un visore in 3D per il mondo dei videogiochi, utilizza la tecnologia del 4K ( ancora in fase di sperimentale ) ed è la risoluzione video di ciò che vediamo nello schermo, solo per darvi un idea della qualità, la tecnologia HD gira attorno ai 720p, il Full HD attorno ai 1080p, la 2K ( non ancora molto diffusa ) gira attorno ai 1920p e la 4K in 4096x2304p ( in 16:9 ) o in 4096x3072p ( in 4:3 ).

Clicca qui per leggere il nostro articolo sull’Oculus Rift.

Google+ Hangouts: finalmente ottimizzato per iOS7

Google+ Hangouts: finalmente ottimizzato per iOS7

Google+ Hangouts, l’applicazione per la messaggistica è stata aggiornata. La versione 2.0.0 è stata rilasciata il 27 Febbraio 2014 ed ha una dimensione di 24,2 MB. Clicca qui per il dowload.

Tra le novità della update c’è l’ottimizzazione per iOS 7, oltre a varie feature che lo avvicinano ai diretti concorrenti. Di seguito sono elencate tutte le novità della versione 2.0.0:

  • Completamente ottimizzato per iPad, inclusa la videochiamata picture-in-picture
  • Adesivi animati per condividere con precisione il tuo stato d’animo
  • Registra e invia videomessaggi lunghi fino a 10 secondi
  • Invia una mappa della tua posizione corrente
  • Ottimizzato per iOS 7

Con questo aggiornamento Google cerca di continuare la campagna di fidelizzazione di nuovi utenti ai servizi offerti dal mondo Google che, anche se con qualche difficoltà, sta cominciando a ritagliarsi un suo spazio nell’immenso mondo dei social network e della messaggistica. Proprio riguardo gli sforzi profusi dalla azienda di Mountain View per cercare di convincere nuovi utenti ad entrare nel mondo Google+, vi proponiamo questa vignetta che circola in rete già da qualche tempo:

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WhatsApp acquistata da Facebook per miliardi di dollari

WhatsApp acquistata da Facebook per miliardi di dollari

WhatsApp acquistata da Facebook per 16/19 miliardi di dollari, queste sono all’incirca le cifre per l’acquisizione del social network, la spesa è divisa tra pagamento puro in dollari e azioni che verranno date in cambio. A dare la notizia è stato direttamente Mark Zuckerberg annunciando una delle acquisizioni più grandi della storia del mercato mobile.

Tempo fa anche Google aveva offerto una cifra di 10 miliardi di dollari per l’acquisto del social network.

In rete però è sorto un dubbio: ma Facebook non si è accorta che era già possibile acquistare WhatsApp al prezzo di 0,89€ l’anno su AppStore, PlayStore, WindowsStore ecc, senza sborsare una cifra leggermente superiore?

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La cassa di risonanza della TV

La cassa di risonanza della TV

Fonte Human Highway News.

La ricchezza e la natura campionaria dei dati di TwitLine consentono di studiare con nuove modalità le dinamiche di interazione tra le trasmissioni televisive e i twitter stream ad esse associati.

Nella settimana del 10 Febbraio, il 4% dei tweet sono stati dedicati a una trasmissione TV. Le prime tre trasmissioni in termini di reach (numero di utenti Twitter raggiunti sul totale degli utenti settimanali) sono state MasterChef, Le Iene e Servizio Pubblico. Le persone raggiunte si stimano intorno ai due milioni di unità ma le modalità con le quali i tre programmi arrivano questo risultato sono molto diverse.

L’analisi dei follower.

I numeri di questo indicatore sono notevolmente inferiori ai contatti netti, dai 100mila di MasterChef ai 600mila de le Iene.

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I tre gruppi di follower sono disgiunti. Le eventuali sovrapposizioni riguardano una minima parte dei follower di ciascuna trasmissione e questo aiuta a caratterizzare il profilo sociodemografico dei tre gruppi:

  • MasterChef: prevalentemente femminile, titolo di studio elevato, RA di prodotti per la casa, più spesso della media al Nord Ovest e nelle Isole, più concentrati nelle età medio alte (dai 45 anni in su)
  • Le Iene: leggera prevalenza maschile, titolo di studio non elevato, più spesso della media al Nord Est, Centro e Sud, particolarmente concentrati nella fascia di età 25-34 anni
  • Servizio Pubblico: prevalentemente maschile, titolo di studio elevato, più spesso della media residente nelle regioni del Centro, più presente tra i giovani (meno di 25 anni) e i giovani adulti (35-44 anni)

Dai follower alla copertura netta.

La correlazione tra follower di una trasmissione e individui colpiti dai contenuti ad essa associati è certamente positiva ma la relazione tra queste due quantità non è lineare ed è influenzata da due dinamiche, anzi tre:

  1. Il grado di coinvolgimento dei follower: i follower della trasmissione retweettano i contenuti e amplificano il messaggio inoltrandolo alla propria lista di follower. La propagazione dei messaggi dell’autore originario può essere molto efficace e moltiplicare il numero di persone colpite dai messaggi del primo autore, che generalmente coincide con la redazione della trasmissione. In questo contesto, i tweet che stimolano partecipazione e coinvolgimento sui contenuti generano una propagazione più efficace del messaggio.
  2. La produzione spontanea di contenuto degli spettatori della trasmissione. Anche i non follower producono o retweettano tweet con l’hashtag della trasmissione. L’unica differenza, in questo secondo caso, è che i contenuti sono spontanei e non prodotti dalla redazione. Qui si tratta di coinvolgere gli spettatori televisivi e spingerli a creare loro stessi del contenuto, a partire dai contenuti della trasmissione. E’ la trasmissione TV che guida la dinamica, non l’interazione tra la redazione del programma e propri follower diretti.
  3. La produzione autonoma di contenuto legato alla trasmissione da parte di alcuni grandistakeholder dell’iniziativa mediatica. Durante la trasmissione di MasterChef, per esempio, alcuni noti marchi di prodotti alimentari producono contenuto usando l’hashtag e lo irraggiano alla loro base di follower. Questo è marketing, ma non solo, anche semplice desiderio di partecipazione. Esempi? Oltre ai tweet con #Masterchef di Barilla e Amadori troviamo a twittare la sera di giovedì 13 febbraio anche Selvaggia Lucarelli con diversi messaggi sul tema ai suoi 207mila follower, Luca Dondoni (71mila follower), Ivan Zazzaroni (114 mila follower) e tanti altri. Se decine di personaggi seguono e fanno l’endorsement del programma su Twitter, propagare il messaggio a milioni di individui diventa facile.

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Le “audience delle audience”

Il risultato è che Twitter diventa un luogo affollato di messaggi. E’ difficile rimanere esclusi dal perimetro di quanti sono toccati almeno una volta da un hashtag legato a una popolare trasmissione perché la propagazione guidata e spontanea tende a saturare lo spazio disponibile. L’analisi di sovrapposizione mostra che il segmento di utenti di Twitter più esteso (21%, poco meno di un milione di individui) è quello colpito dai contenuti relativi a tutte e tre le trasmissioni analizzate. Viceversa, solo un utente Twitter su tre non viene colpito nella settimana da almeno una delle tre trasmissioni più popolari del momento.

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La parte di utenti che interagisce col contenuto (produce, retweetta o favorisce un tweet) rimane confinata a pochi punti percentuali del totale degli esposti. Il problema è che non si capisce quanto questi spettatori attivi e interattivi possano ritenersi rappresentativi dell’intera audience del programma. Mancano, cioè, le garanzia metodologiche per poter compiere il passaggio tipico delle ricerche campionarie: dal campione all’universo. Possiamo dire che 10mila produttori di contenuto su Twitter rappresentino lo stile di visione, il gradimento e le reazioni di un insieme di telespettatori cento volte più esteso?

La risposta è no, a meno che si trovi un metodo e qualche prova per affermare il contrario. Se hai qualche idea, scrivici.

Fonte Human Highway News.

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