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Spotify indica il futuro della musica. Pronti per Spotify Video?

Spotify indica il futuro della musica. Pronti per Spotify Video?

I profitti tornano dell’industria musicale tornano a salire grazie ai servizi offerti da Spotify e simili. L’idea per il futuro? Offrire agli utenti un servizio simile per il mondo del grande e piccolo schermo.

La Federazione Industria Musicale Italiana, meglio conosciuta come FIMI,  ha pubblicato sul proprio sito il Digital Music Report 2014 (versione italiana), documento che offre una panoramica sui frutti portati dagli sforzi e dagli investimenti verso un progressivo adattamento al mondo digitale.

Il rapporto fotografa un’industria musicale mondiale in rapida ripresa dopo le difficoltà rappresentate dalla pirateria informatica.

L’intera industria è in rapida trasformazione e il fatturato è tornato a crescere. Lo streaming e i servizi in abbonamento stile Spotify sono sempre più diffusi e prende sempre più piede la consapevolezza che la strada solcata da Spotify e dai vari servizi che offrono contenuti digitali in streaming sia la soluzione ai mali che l’industria musicale ha dovuto debellare in questi ultimi anni.

Il rapporto pubblicato dalla IFPI, l‘organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria discografica a livello mondiale, fornisce diverse informazioni, tra le quali il tendenziale aumento del fatturato della musica digitale nel mondo che passa dai 4 miliardi di dollari del 2008 ai 5,9 miliardi di dollari del 2013. Il mercato della musica digitale vede nello stesso periodo un aumento dell’accesso a servizi di streaming gratuiti e una grande crescita degli abbonamenti, mentre resta quasi costante la percentuale dei contenuti digitali scaricati. La quota di ricavi industriali derivanti dai canali digitali è arrivata al 39% ed è salito al 61% la percentuale degli utenti internet che usano servizi digitali autorizzati.

 

Quello della musica registrata resta un mercato difficile: tra le buone notizie va segnalata la crescita dello streaming e degli abbonamenti, mentre la continua esplosione dei device mobili significa che per la prima volta abbiamo la possibilità di raggiungere milioni di consumatori nei mercati emergenti. A seconda delle aree geografiche, la transizione da una fase all’altra avviene a velocità differente e il 2013 ha visto una battuta d’arresto nel secondo mercato del pianeta, il Giappone. Col tempo anche questo Paese si riprenderà, grazie all’ingresso nel suo vivace mercato di nuovi operatori del business digitale.”

Max Hole, presidente e amministratore delegato di Universal Music Group International

Clicca qui per scaricare il Digital Music Report 2014 (versione italiana).

La priorità per l’industria musicale era e resta quella di attirare un numero sempre maggiore di consumatori verso servizi digitali legali. Nonostante i segnali incoraggianti registrati in questi 5 anni, bisogna mantenere alto l’impegno verso l’aumento della consapevolezza del consumatore visto che alcune ricerche hanno mostrato un alto grado di gradimento per i servizi legali attualmente offerti. Bisogna dare grande importanza anche al fatto che la maggioranza degli utenti di servizi illegali riconosca che siano disponibili piattaforme di buona qualità per accedere legalmente alla musica digitale.

Come ampiamente mostrato dai dati raccolti nel rapporto della IFPI, i servizi di streaming gratuito stile Spotify accompagnati da altre offerte a pagamento che offrano un servizio più completo al consumatore sono la strada da percorrere per mantenere viva un industria importante come quella musicale e combattere il fenomeno della pirateria informatica. Visti i risultati ottenuti, ora non resta che offrire la stessa tipologia di servizio anche ai amanti del grande e del piccolo schermo, offrendo un servizio di streaming video stile Spotify.

  • Filippo Di Mario

    la pirateria è stata la giusta pena per i prezzi spropositati richiesti per ben poco materiale! Finalmente hanno capito che un CD senza materiale extra o senza nulla che lo renda unico non può costare 20€! La strada dello streaming è un giusto compromesso.

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