Crea sito

Internet

Archivio per la categoria: Internet

La relazione multi-canale della Banca retail

Ecco i risultati di una ricerca sulle modalità di relazione multi-canale delle banche con la propria clientela retail.

Lo scorso mese di aprile Human Highway ha condotto per MagNews, key player italiano per l’email marketing, una ricerca su un campione di 1.045 individui, online, maggiorenni e bancarizzati, allo scopo di analizzare le modalità di relazione multi-canale delle banche con la propria clientela retail. Il campione rappresenta circa 20 milioni di persone che hanno un rapporto stabile via Internet con la propria banca.

La lettera cartacea a casa rimane la forma principale di comunicazione della Banca con il proprio cliente (usata abitualmente per il 46% dei clienti) ma sul target esaminato nella ricerca è stata quasi raggiunta dall’eMail (43% dei clienti). Gli altri mezzi di comunicazione di cui si serve la Banca sono due tipiche modalità “intercept“: i messaggi nell’homepage del servizio di Internet Banking (notate dal 32% dei clienti) e le comunicazioni in filiale (brochure, locandine e poster, conversazioni con il personale della banca) nel 27% dei casi. Segue l’SMS, una modalità di contatto che riguarda un cliente su quattro ed è spesso associata a operazioni dispositive.

 

Considerando tutte le modalità di contatto “push” (promosse attivamente dalla Banca verso il cliente) si raggiunge un’elevata incidenza sui clienti (71%), molto più del 52% di clienti che la banca raggiunge grazie a forme di comunicazione classificabili come “Intercept” (cioè occasioni di comunicazione che la Banca attiva verso il cliente mentre questi svolge un’attività).

La visita in filiale rimane la forma principale di relazione a cui ricorre il Cliente (nel 62% dei casi in modo abituale), seguita dal servizio di Internet Banking (52% dei casi) e dal Bancomat. Il telefono riguarda poco meno di un terzo dei clienti e la telefonata con un funzionario bancario ben identificato prevale sulla chiamata al numero verde di assistenza clienti (20% vs 16%). Il 41% dei clienti utilizza almeno due modalità di contatto con la Banca (considerando le tre modalità: telefonica, online e fisica) mentre il 24% dei clienti comunica con la propria Banca in modalità esclusivamente fisica (il Bancomat oppure la visita in filiale). Quest’ultimo dato è sorprendenteperché il campione della ricerca è costituito da utenti Internet bancarizzati: nonostante la familiarità del target con i servizi online e con la Banca, un cliente su quattro continua a intrattenere con la propria banca una relazione esclusivamente mediata dal canale tradizionale (no App, no Web, no telefono: solo carta e filiale)

L’incidenza del ricorso a modalità di relazione con la Banca in modalità “Self-service” o “Servito da un dipendente della banca” copre una quota quasi identica di clienti (62% e 63%). In poco più di un caso su tre i clienti ricorrono e entrambi i sistemi di relazione.

La ricerca completa è disponibile sul sito di MagNews.

Fonte Human Highway News

Spot Google Wallet: fare acquisti online adesso è più facile

Spot Google Wallet: fare acquisti online adesso è più facile

Google Wallet è il nuovo modo più semplice e sicuro per fare acquisti online, inviare denaro ai tuoi amici o parenti, effettuare pagamenti online, gestire promozioni e carte regalo. Ecco il video promozionale.

Per ulteriori informazioni: http://google.com/wallet
Per scaricare l’app su Android: http://goo.gl/uuqYO4
Per scaricare su iOS: http://goo.gl/Pj2R3q

Google celebra il 40° anniversario del Cubo di Rubik con un minigame

Google celebra il 40° anniversario del Cubo di Rubik con un minigame

Big G festeggia i 40 anni del Cubo di Rubik con un minigame sulla propria home page.

Google, sempre prodiga nel celebrare gli eventi più importanti con reinterpretazioni a tema del proprio logo, questa volta dedica un vero e proprio minigame in occasione del 40° anniversario del Cubo di Rubik.

Google - Cubo di Rubik

Basterà accedere alla pagina iniziale di Google per vedere il celebre rompicapo. Con un semplice click avvierete il minigame e dopo un shuffle iniziale, potrete cementarvi in uno dei rompicapo più conosciuti e difficili di sempre. Buon divertimento!

Spotify indica il futuro della musica. Pronti per Spotify Video?

Spotify indica il futuro della musica. Pronti per Spotify Video?

I profitti tornano dell’industria musicale tornano a salire grazie ai servizi offerti da Spotify e simili. L’idea per il futuro? Offrire agli utenti un servizio simile per il mondo del grande e piccolo schermo.

La Federazione Industria Musicale Italiana, meglio conosciuta come FIMI,  ha pubblicato sul proprio sito il Digital Music Report 2014 (versione italiana), documento che offre una panoramica sui frutti portati dagli sforzi e dagli investimenti verso un progressivo adattamento al mondo digitale.

Il rapporto fotografa un’industria musicale mondiale in rapida ripresa dopo le difficoltà rappresentate dalla pirateria informatica.

L’intera industria è in rapida trasformazione e il fatturato è tornato a crescere. Lo streaming e i servizi in abbonamento stile Spotify sono sempre più diffusi e prende sempre più piede la consapevolezza che la strada solcata da Spotify e dai vari servizi che offrono contenuti digitali in streaming sia la soluzione ai mali che l’industria musicale ha dovuto debellare in questi ultimi anni.

Il rapporto pubblicato dalla IFPI, l‘organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria discografica a livello mondiale, fornisce diverse informazioni, tra le quali il tendenziale aumento del fatturato della musica digitale nel mondo che passa dai 4 miliardi di dollari del 2008 ai 5,9 miliardi di dollari del 2013. Il mercato della musica digitale vede nello stesso periodo un aumento dell’accesso a servizi di streaming gratuiti e una grande crescita degli abbonamenti, mentre resta quasi costante la percentuale dei contenuti digitali scaricati. La quota di ricavi industriali derivanti dai canali digitali è arrivata al 39% ed è salito al 61% la percentuale degli utenti internet che usano servizi digitali autorizzati.

 

Quello della musica registrata resta un mercato difficile: tra le buone notizie va segnalata la crescita dello streaming e degli abbonamenti, mentre la continua esplosione dei device mobili significa che per la prima volta abbiamo la possibilità di raggiungere milioni di consumatori nei mercati emergenti. A seconda delle aree geografiche, la transizione da una fase all’altra avviene a velocità differente e il 2013 ha visto una battuta d’arresto nel secondo mercato del pianeta, il Giappone. Col tempo anche questo Paese si riprenderà, grazie all’ingresso nel suo vivace mercato di nuovi operatori del business digitale.”

Max Hole, presidente e amministratore delegato di Universal Music Group International

Clicca qui per scaricare il Digital Music Report 2014 (versione italiana).

La priorità per l’industria musicale era e resta quella di attirare un numero sempre maggiore di consumatori verso servizi digitali legali. Nonostante i segnali incoraggianti registrati in questi 5 anni, bisogna mantenere alto l’impegno verso l’aumento della consapevolezza del consumatore visto che alcune ricerche hanno mostrato un alto grado di gradimento per i servizi legali attualmente offerti. Bisogna dare grande importanza anche al fatto che la maggioranza degli utenti di servizi illegali riconosca che siano disponibili piattaforme di buona qualità per accedere legalmente alla musica digitale.

Come ampiamente mostrato dai dati raccolti nel rapporto della IFPI, i servizi di streaming gratuito stile Spotify accompagnati da altre offerte a pagamento che offrano un servizio più completo al consumatore sono la strada da percorrere per mantenere viva un industria importante come quella musicale e combattere il fenomeno della pirateria informatica. Visti i risultati ottenuti, ora non resta che offrire la stessa tipologia di servizio anche ai amanti del grande e del piccolo schermo, offrendo un servizio di streaming video stile Spotify.

Spionaggio: le big dell’informatica notificheranno agli utenti le indagini della polizia

Spionaggio: le big dell’informatica notificheranno agli utenti le indagini della polizia

Le big dell’informatica limiteranno lo spionaggio delle autorità attivando un servizio di notifica in caso di indagini della polizia.

Sembra una vera e propria rivolta contro le attività investigative delle autorità nei confronti degli utenti delle grandi aziende statunitensi. Fino ad oggi aziende del calibro di Google, Apple, Yahoo, Microsoft e Facebook permettevano di default eventuali indagini dalle forze di polizia e richieste di condivisione di contenuti privati senza avvisare gli utenti di queste attività.

Da oggi, in seguito allo scandalo del datagate, le richieste di non notificare le attività investigative agli utenti saranno ignorate di default se non accompagnate da richiesta di non procedere con la segnalazione da parte di un giudice.

In seguito al caso Snowden, le corporation si sono ribellate a questa prassi in quanto stanno registrando un significativo calo di utenza a causa della convinzione che qualsiasi servizio ospitato dal suolo americano sia coinvolto nelle politiche di spionaggio della NSA dell’FBI.

NSA spionaggio

Arriva puntuale la replica del Dipartimento della Giustizia secondo cui la nuova procedura di accesso ai dati privati metterebbe a rischio i processi in corso, permettendo la distruzione di eventuali prove. Bisogna comunque ricordare che nel mondo reale lo stesso tipo di attività investigativa vede necessaria la segnalazione ai sospettati, quindi, le aziende fornitrici di servizi informatici nel territorio americano non stanno facendo altro che riportare alla normalità questo tipo di pratica.

Il problema della privacy è ormai palese e i confini tra informazioni private e pubbliche è diventato sempre più labile con l’avvento dei social network. Resta comunque il fatto che il caso Snowden ha mostrato al mondo intero l’abuso da parte delle autorità USA riguardo la richiesta di condivisione di contenuti privati per attività investigative.

Google augura una felice Giornata della Terra con dei simpatici doodle

Google augura una felice Giornata della Terra con dei simpatici doodle

Google celebra la Giornata della Terra dedicando vari doodle animati ad alcune specie protette.

Come per ogni ricorrenza Google offre ai suoi utenti simpatici e curati doodle per festeggiare eventuali ricorrenze. Oggi, in occasione dell Giornata della Terra, Big G fa gli auguri a tutti i suoi utenti con diversi doodle celebrativi raffiguranti specie protette di animali.

Si parla del Colibrì Rosso, del Pesce Palla, del Macaco Giapponese, dello Scarabeo, del Camaleonte Velato e della Medusa Quadrifoglio. Potete guardare qui sotto uno screenshot per ogni doodle.

Non perdete comunque l’occasione di vedere le animazioni pubblicate visitando la pagina iniziale di Gooogle.

Noi siamo riusciti a trovare soltanto 6 doodle, ma non escludiamo che Google abbia riservato altre animazioni agli utenti più perseveranti nella ricerca. E voi quanti animali avete trovato?

Greenpeace: Apple è la mela più verde

Greenpeace: Apple è la mela più verde

Apple tra le aziende promosse da Greenpeace per l’impegno verso il rispetto dell’ambiente.

Greenpeace ha pubblicato un rapporto sugli sforzi delle gradi aziende del settore ITC verso le energie rinnovabili.

Il rapporto presta grande attenzione soprattutto ai data center, cioè i centri di elaborazione dati. Il report è focalizzato proprio sui data center in quanto questi, nel caso dei big del settore ICT, hanno un fabbisogno di energia elettrica paragonabile a quello di una piccola città, diventando anche una significativa fonte di inquinamento.

Greenpeace - Rapporto Fonti Rinnovabili ITC

Tra le società promosse da Greenpeace spuntano la Apple e Facebook, società ritenute modello per lo sviluppo di un “green internet“, mentre tra le aziende bocciate troviamo delle grandi sorprese: Amazon, Twitter e Google, che hanno presentato impegni a lungo termine ritenuti insufficienti.

A premiare la Apple sono stati lo sforzo profuso per assicurare una copertura del 100% del proprio fabbisogno energetico con l’uso di fonti rinnovabili. Non ultimo, il “parco solare” realizzato in North Carolina per sostenere il consumo energetico del nuovo data center. Secondo Greenpeace, l’impegno di Apple verso l’energia rinnovabile ha contribuito a alzare l’asticella per quanto riguarda il settore ICT ponendosi come modello per le altre società che abbiano l’intenzione di costruire un internet sostenibile.

Apple’s aggressive pursuit of its commitment to power the iCloud with 100 % renewable energy has given the company the inside track among the IT sector’s leaders in building a green Internet. Apple has made good on its pledge by building the largest privately owned solar farms at its North Carolina data center, working with its utility in Nevada to power its upcoming data center there with solar and geothermal energy, and purchasing wind energy for its Oregon and California data centers. Apple still has work to do in some areas – its pledge gives it a strong reason to advocate in front of governments and utilities for renewable energy-friendly policies, and 2014 is likely to offer several opportunities where Apple can use its clout effectively. But on the whole, Apple’s commitment to renewable energy has helped set a new bar for the industry, illustrating in very concrete terms that a 100% renewable internet is within its reach, and providing several models of intervention for other companies that want to build a sustainable Internet.

Estratto del rapporto pubblicato da Greenpeace (Clicca qui per scaricare il file PDF)

Greenpeace si mostra comunque abbastanza soddisfatta del fatto che 6 grande aziende del settore (Apple , Box , Facebook ,Google , Salesforce e Rackspace) abbiano assunto impegni a lungo termine di rifornirsi al 100% da fonti di energia rinnovabile.

 

Greenpeace vs P&G: la lotta per la visibilità all’epoca di YouTube

Greenpeace vs P&G: la lotta per la visibilità all’epoca di YouTube

Fonte CompassUnibo

Riceviamo e pubblichiamo un contributo della studentessa Anna Covone, @laseomante.

Un video contro P&G, uno dei Brand più importanti al mondo che non necessita nemmeno di presentazioni. P&G puntualmente stupisce il pubblico della rete (e non) con video realizzati ad opera d’arte che ottengono milioni di visualizzazioni e share. Ma stavolta a diventare virale è un video contro la famosa multinazionale, che Greenpeace accusa di essere complice della deforestazione in Indonesia.

 

La multinazionale Procter & Gamble (P&G) acquista olio di palma da aziende responsabili della deforestazione in Indonesia, rendendo così i consumatori complici inconsapevoli della distruzione dell’habitat della tigre di Sumatra e dell’orango, entrambe specie minacciate di estinzione (fonte Greenreport.it).

Questioni etiche e ambientali che poco vanno d’accordo con il profitto. Una battaglia che si svolge a colpi di visualizzazioni come se la nuova forma di legittimazione sociale fosse la viralità. Penso che nessuno si aspetti che il marchio P&G abbia aspirazioni da benefattore ed abbia a cuore le tematiche ambientali invece care a Greenpeace, eppure P&G periodicamente stupisce (e conquista) il pubblico con video emozionali che fanno il giro del mondo.

Una forte Brand Image che lotta contro una Brand Guilt (permettetemi l’espressione), sicuramente più difficile da denunciare, se non ci fosse il video virale di mezzo. Se non ci fosse internet di mezzo. Stavolta il filtro dei media e delle altre arene, per il quale le comunicazioni sociali devono necessariamente passare per ottenere visibilità, viene messo alla prova. I media parleranno delle colpe di P&G sia perché il video, e di conseguenza la causa che supporta, riceve legittimazione dal pubblico che decide di guardarlo; sia perché la forte presenza di P&G nel mondo web, rende la multinazionale automaticamente molto notiziabile.

La mossa di Greenpeace: inserire nel titolo del video “P&G’s Thank You Mom”.

A me sembra una sorta di Ambush che si svolge esclusivamente sul web. Greenpeace tenta di ottenere visibilità da qualcosa che di per sé ha già molta visibilità, il video Thank You Mom. La strategia funziona? Non lo so, sicuramente è interessante.

Cosa ne pensate? Greenpeace sbaglia ad attaccare P&G perché sicuramente anche tante altre aziende e multinazionali sono complici di altrettante emergenze naturali? Oppure è giusto sfruttare la visibilità di un Brand come P&G per supportare una causa importante?

Siamo sicuramente nel territorio della Topica della denuncia, se volessimo descriverla con le parole di Boltanski. Ma allora non c’è il pericolo di aizzare il popolo della rete contro P&G, descritto come il grande colpevole, oscurando però il problema sociale che il video vuole denunciare: la deforestazione in Indonesia e quindi la distruzione dell’habitat necessario per la vita della tigre di Sumatra e dell’Orango?

Sicuramente gli interrogativi suscitati da questo video non terminano qui. Il terreno del web è caldo: possono accadere nuove cose, si possono riscrivere regole e trovare nuovi espedienti di visibilità. O forse travestire i vecchi ornandoli di icone social e qualche manciata di bit?
Mi piacerebbe riflettere di questo con voi.

Anna Covone, studentessa Com.pass
@laseomante

Si ringrazia CompassUnibo per la gentile concessione.

Google da il benvenuto alla primavera: ecco il nuovo doodle

Google da il benvenuto alla primavera: ecco il nuovo doodle

La primavera è alle porte. Domani accoglieremo a braccia aperte la nuova stagione, salutando un inverno tra i più miti degli ultimi anni. Nonostante che la primavera faccia per tutti riferimento al giorno 21 del mese di Marzo, l’evento che rappresenta in se l’arrivo della nuova stagione è l’equinozio di primavera, che nel 2014 accadrà esattamente il 20 di Marzo, alle 17.57 in Italia.

Google, come di consueto, non manca occasione per commemorare gli eventi più importanti della nostra cultura. Di sotto potete vedere uno screenshot del doodle ma potete gustarvi l’intera gif animata alla home del più famoso motore di ricerca.

doodle primavera

Ottima notizia per i possessori di Google Drive!

Ottima notizia per i possessori di Google Drive!

http://i1.wp.com/www.pianetatech.it/p2p-download/files/2013/09/google-drive.png?resize=465%2C227

Ottima notizia per tutti gli utilizzatori di Google Drive. Dopo l’aumento dello spazio gratuitamente di 15GB, oggi Google ci stravolge in un altro modo. Infatti l’azienda di Mountain View ha  drasticamente calato il prezzo per lo spazio di Google Drive.

google drive

Come possiamo vedere, oltre ai 15GB gratis, troviamo anche un buon calo per i 100 GB. Ottimo il calo del prezzo per il TB. Infine i 99.99$ per i 10+ TB rimangono invariati (ma a chi serve più di un Terabite?)

Per darvi un’idea dei tagli, vi diamo le cifre precedenti.

100GB: Da 4.99$ a 1.99$

1TB: Da 49.99$ a 4.99$

Google da quindi la possibilità di espandere il proprio spazio a poco prezzo. La scelta sta a voi.

Back to Top